«Non dobbiamo dimenticare che la Resurrezione è preceduta dalla morte, e non c’è Resurrezione che noi non conquistiamo attraversando dei processi di morte: che sono la morte delle vecchie idee, la morte dei sentimenti inferiori, dei sentimenti animali, la morte degli impulsi distruttivi, degli impulsi egoici. La Resurrezione noi l’abbiamo come un potenziale sempre presente, è una donazione già realizzata, ma l’uomo se ne vuole difendere con pervicacia, perché non ha il coraggio di accettarla. È troppo innamorato dei propri vincoli, troppo innamorato del mondo il cui senso finale è la malattia e la morte, per cui teme questa luce, teme di affrontare quei processi di morte in cui potrebbe cogliere ondate di forze di resurrezione. (…) non c’è creazione che non costi dolore. (…) Noi il dolore lo dobbiamo superare, lo dobbiamo trasformare, ma non dobbiamo temerlo, perché proprio un subconscio timore di affrontare delle zone di oscurità, ci respinge e ci fa temere il dolore.»
Massimo Scaligero, 1974.
Immagine:
Quindicesima stazione della via Crucis dell’artista contemporaneo Franco Nocera (Chiesa del Monastero Santa Caterina, Palermo)