Da tempo cerco e indago il significato della musica e dell’arte, raccogliendo i pensieri che più sento vicini a me e alla mia sensibilità. Sperando di aiutare le ricerche di altri, ho trascritto le parole di un video di Marco Guzzi sull’arte, che ritengo profondamente significative.

 

 

TRASCRIZIONE:

Io sono preminentemente un poeta, come attività originaria. Quindi per me l’arte, l’atto creativo, è proprio una delle forme più potenti di esperienza dell’ulteriorità, dell’oltre e dell’altro. Il grande creativo, il creativo vero, sa che il flusso ispirativo viene al di là dei confini di quanto so di me e so del mondo. È uno stato. È solo in quello stato che vengono le grandi idee, anche scientifiche. Questo si scopre anche nei grandi scienziati, che lo dicono. Le grandi intuizioni vengono in stati mentali che sono alterati rispetto alla coscienza dell’io ordinario. Quindi sono stati in cui l’uomo, l’essere umano, sperimenta un contatto con il mistero dell’essere di ricezione; cioè l’uomo sperimenta che il pensiero autentico e grande, non è tanto una produzione dell’io, ma è un ricevere. Heidegger diceva prima di ogni interrogare filosofico c’è un ascolto. Ascolto. Questo ascolto è l’ispirazione rivelativa che accade nella grande arte, nella grande musica, nella grande spiritualità, lì dove l’uomo è se stesso veramente, perché l’uomo è un essere in relazione con l’ulteriorità: è un essere aperto, prima dicevamo “ha un buco nell’anima”. Eraclito diceva  per quanto tu possa percorrere le profondità dell’anima, non raggiungerai mai il suo logos. L’anima è infinita. L’anima è uno sfondamento, non è un fondamento; è uno sfondamento che però si rivela come sorgente. Come relazione con una sorgente. E qui potremmo concludere questa bella serata, con una frase di Kierkegaard, che riassume un po’ il discorso della necessità di passare dall’io chiuso egoico, all’io relazionale donativo, che dice: la porta della felicità, si apre sempre verso l’esterno.

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